Farsi guidare dai desideri

Scrive Buber: “In ognuno c’è qualcosa di prezioso che non c’è in nessun altro. Ma ciò che è prezioso dentro di sé, l’uomo può scoprirlo solo se coglie veramente il proprio sentimento più profondo, il proprio desiderio fondamentale, che muove l’aspetto più intimo del proprio essere”.

Il desiderio è amico dell’essere, il bisogno lo è dell’avere.

I bisogni riguardano esperienze passate, mentre i desideri proiettano nel futuro.

La motivazione legata alla soddisfazione di un bisogno si definisce energia bisognosa, invece la motivazione legata al desiderio energia desiderante. Di fatto sarà la co-presenza alleata delle due dimensioni (bisognosa e desiderante) a determinare motivazione e comportamenti.

La differenza comunque è sostanziale perché il bisogno si associa ad una carenza, una debolezza, un’esigenza, un vuoto che richiedono di essere colmati per evitare disagio o sofferenza. Con il soddisfacimento del bisogno l’individuo ripristina uno stato di non-mancanza precedentemente vissuto, mentre il desiderio, esprimendo un’energia legata alla vita, spinge in avanti, fa evolvere, muta con il mutare delle nostre aspirazioni, volontà e fantasie, amplia il campo delle esperienze della persona arricchendola proiettandola nel futuro. I desideri hanno la capacità di evocare parole come realizzazione, piacere, vision, posso, voglio, scelgo.

Sono i desideri che guidano quando è il momento di cambiare, ritrovare i propri spazi, prendersi cura di se stessi, scoprendo cosa ci fa star bene e mettendo in atto capacità che non si sapeva di avere.

Per la persona adulta è importante comprendere la differenza tra bisogno e desiderio, confondere le due cose farebbe rischiare un appiattimento della motivazione considerando un desiderio come fosse un bisogno. Il desiderio porta con se una sensazione di piacevolezza, rende soddisfatti, gratifica, anche se non si dovesse realizzare.

E’ sempre meglio avere pochi bisogni ma tanti desideri, in questo modo la vitalità si moltiplica.

Lao Tze afferma: “ Ciò che per il bruco è la fine del mondo, il mondo lo chiama farfalla”.

Il desiderio è dunque quell’energia che fa nascere nuove parti di noi, se collegato all’ “essere”, al piano nobile dell’individuo; riesce a far emergere nuovi stati di coscienza promuovendo nuove occasioni, creando una gestazione interiore, una metamorfosi che sarà, con il tempo, realizzata e quindi manifesta.

Maslow attraverso la sua piramide, ha mostrato un modello motivazionale di sviluppo umano che parte dai bisogni essenziali legati alla sopravvivenza, fino ad arrivare a quelli connessi alla propria autorealizzazione, sono proprio questi ultimi quelli che indicano chi vogliamo essere. È proprio nell’ultimo piano della piramide che albergano i desideri che spronano ad andare avanti, rompono gli equilibri, riescono a sciogliere gli attaccamenti pregressi per uscire dalla zona confort, per fare la differenza e dare senso a quanto generato e si vuole ancora generare.

Va ricordato che la parola desiderio deriva dal latino, questo termine è composto dalla preposizione DE- che in latino detiene un’accezione negativa e dal termine sidus che significa stella.

Quindi desiderare significa letteralmente “mancanza di stelle”, nel senso di avvertire la mancanza di stelle con i suoi buoni auspici, presagi, e quindi per estensione questo verbo ha assunto anche l’accezione corrente, intesa come percezione di una mancanza e, di conseguenza, come sentimento di ricerca appassionata.

Spesso dal mondo interno arrivano avvertimenti, crisi, misteriosi segnali per ricordare di realizzare i desideri più profondi che frequentemente si dimenticano con la prassi e l’identificazione quotidiana, rimanendo così legati a soddisfare solo i bisogni mancanti, ma avvertendo e sentendo uno stato di profondo disagio, un senso di inadeguatezza perché abbiamo perso quel “senso”, quella “stella” che dona significato ai nostri giorni.

Che cosa potrebbe impedire di percepire i nostri desideri, usandoli come nutrimento interiore?

Raffaelle Morelli sostiene: “Desidera senza attaccamenti: così esci dalla gabbia dorata.

È la routine, le abitudini, le azioni che ripetiamo ogni giorno. Ma siamo noi a stabilirle. Da una parte corrispondono a un modo di gestire la vita di tutti i giorni. Ma contemporaneamente ci modificano perché ci identifichiamo in esse. Diventano uno specchio e se vengono a mancare ci sentiamo perduti. È così che ci spengono. Gli attaccamenti sono il vero nemico. Pensa allora che ciò che hai non è “tuo”: è un dono della vita. E ciò che sei non è “te”: c’è sempre altro che non vedi. Resta aperto al mistero e al cambiamento.”

Aura Martiradonna scrive: “La crescita dell’essere umano passa, come la crisalide alla farfalla, dai bisogni ai desideri. Alcune volte è necessario tornare bozzolo per poi arrivare alla forma più matura di farfalla. Riscoprire e soddisfare i propri bisogni fondamentali alcune volte sembra essere una tappa fondamentale per la propria evoluzione.” 

La sola vera tristezza è nell’assenza di desiderio.
(Charles-Ferdinand Ramuz)

Anna Ercoli & Andrea Jotti
Soul in Action for Happy Solutions

Contattaci Contattaci