Emozioni. La rabbia

Per ogni minuto che passi arrabbiato, perdi sessanta secondi di felicità.
(R.W. Emerson)

La rabbia è un’emozione ribelle, può esplodere in qualsiasi momento e può avere nomi diversi a secondo dell’intensità, attivando una re-azione senza sapere quali conseguenze si potranno avere. Quindi la rabbia può esprimersi in: irritabilità, ostilità, esasperazione, animosità, indignazione, animosità, fastidio, sdegno, violenza, ira, furia.

La rabbia, come le altre emozioni è da intendersi come processo che coinvolge varie funzioni:

  • Funzione dell’organismo (le espressioni facciali e la tendenza all’azione)
  • Funzioni cognitiva (interpretazioni cognitive, pensieri credenze e immagini)
  • Funzione fenomenologica (consapevolezza soggettiva ed etichettamento lessicale)
  • Funzione espressiva comportamentale (il linguaggio del corpo)

Anche la rabbia è classificata come un’emozione di base, innata, appartenente alla natura dell’individuo al di là dell’età, della cultura, dei sistemi a cui si appartiene. Essa risiede nell’istinto di sopravvivenza, di conseguenza è una risposta ai torti che possiamo subire, all’ingiustizia, agli attacchi esterni, alle frustrazioni di situazioni esterne magari dopo un lungo periodo di disagio, oppure può essere rivolta contro noi stessi trasformandola in autolesionismo o autoaggressione.

Se la rabbia si manifesta con immediatezza in risposta a uno stimolo, raramente si trasforma in livore e risentimento e nella maggior parte dei casi si estingue rapidamente, essa arriva per proteggerci o difenderci reagendo alle situazioni che viviamo come: mancanza di rispetto e di considerazione. Ci spinge a rispondere alle varie aggressioni che possiamo subire sia fisiche che verbali, oppure per tutelare la nostra identità, la nostra autostima, per non essere soggiogati dai ruoli di potere, per autoaffermazione e affermare i nostri diritti, e non ultimo la rabbia può essere utilizzata come spinta motivazionale per raggiungere risultati desiderati

A questo proposito è stato pubblicato un articolo sulla rivista Psychological Science dal titolo: “The Art of Anger: Reward Context Turns Avoidance Responses to Anger-Related Objects Into Approach” relativo a uno studio firmato dagli autori H. Veling, K. I. Ruys,  i quali hanno evidenziato che la rabbia riesce ad attivare l’area dell’emisfero sinistro del cervello la quale è associata a diverse emozioni positive e, al pari di queste, può motivare le persone a ottenere qualcosa. La ricerca infatti era volta a indagare se esiste un legame fra rabbia e desiderio.

Ai partecipanti di questo studio venivano mostrate immagini di oggetti vari come una tazza o una penna attraverso un monitor, ma prima che venissero mostrate si facevano apparire in forma subliminale visi con espressioni neutre, arrabbiati, o impauriti. In questo modo l’espressione facciale favoriva per ogni oggetto mostrato una coloratura emotiva. Alla fine dell’esperimento veniva chiesto quanto desiderassero gli oggetti. Il risultato ottenuto è che le persone mettevano più impegno per ottenere gli oggetti associati a facce arrabbiate.
Gli autori hanno affermato che i partecipanti non sapevano assolutamente che l’oggetto del loro desiderio avesse a che fare con la rabbia. Quando chiedevano alle persone dello studio come mai si erano impegnati così tanto, la loro risposta è stata molto semplice:” Perché ci piace.”
Questa risposta ci potrebbe far pensare a quanto poco sappiamo delle nostre motivazioni, ma può farci riflettere su quanto l’emozione della rabbia, essendo legata all’istinto, possa favorire la capacità di conquistare, sopravvivere, difendere il territorio ed emanciparsi

Aristotele affermava che: “Chiunque può arrabbiarsi: questo è facile. Ma arrabbiarsi con la persona giusta e nel grado giusto, al momento giusto, per lo scopo giusto e nel modo giusto: questo non tutti sanno farlo.”

È importante fare un ulteriore approfondimento per questa tonalità affettiva distinguendo una “Rabbia Calda”: quella reattiva, di pancia, quando l’organismo si attiva per organizzare una risposta di attacco, con una modificazione visibile all’esterno attraverso espressioni facciali in cui nel volto si attivano smorfie, tensioni nel collo, rossore in viso, il tono si modifica, il volume diventa alto, la voce diventa acuta oppure bassa. Troviamo poi la “Rabbia Fredda”, uno stato d’animo mentale lucido, in cui la rabbia viene volutamente controllata per manifestarsi nel momento opportuno. In questo caso l’individuo si troverà in un atteggiamento di difesa o attacco mantenendo una certa distanza psicologica dalla situazione e di esprimere le sue intenzioni in modo aggressivo, ma ragionato e freddo.

Abbiamo sempre dei buoni propositi ma spesso coviamo dentro di noi della rabbia non espressa che consiste in uno dei maggiori disagi interiori, di conseguenza è bene dire che la rabbia non deve essere vista come un problema ma è salutare accoglierla, accettarla per esprimerla. Essa è portatrice di messaggi evolutivi per cui c’è qualcosa da cambiare, sarà poi l’intelligenza emotiva che ci supporterà per comprendere quali cambiamenti operare.

Per facilitare l’espressione della rabbia, in modo costruttivo, possiamo mettere in azione un’attività fisica, camminare, andare in mezzo alla natura, scegliere uno sport che permetta di esprimere il proprio istinto competitivo.

Inoltre, possiamo impegnarci in attività piacevoli: suonare uno strumento, iscriversi a un corso di ballo, prendersi cura di un animale domestico, apprendere uno stile di comunicazione in cui la parola giusta espressa in un tono pacato può essere risolutiva per sciogliere molte discussioni dai toni caldi. Dobbiamo fare attenzione alle parole, esse contengono una loro forza persuasiva: possono scatenare la rabbia, oppure riappacifica gli animi. A questo proposito la poetessa Alda Merini diceva: “Mi piace chi sceglie con cura le parole da non dire.”
Mentre il famoso Marshall Rosenberg, padre della comunicazione non violenta affermava: “Le parole possono essere muri o aprire finestre”.

Ciò che seminai nell’ira crebbe in una notte rigogliosamente ma la pioggia lo distrusse. Ciò che seminai con amore germinò lentamente, maturò tardi ma in benedetta abbondanza.
(Peter Rosegger)

Anna Ercoli & Andrea Jotti
Soul in Action for Happy Solutions

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