Tra il dire e il fare c’è di mezzo la neuro-semantica

La Neuro-semantica è un modello che descrive la capacità di costruire “significati” (semantica) nella nostra mente, rispetto alle esperienze fatte, esse trasformandosi in sensazioni percepite nel corpo (neurologia) attivano comportamenti.

Le basi di questo modello sono composte da diverse discipline, che sono: neuroscienze, semantica, psicologia cognitiva, psicologia evolutiva ed infine la Programmazione Neurolinguistica (PNL), ed è proprio da quest’ultima che sono partiti i primi studi.

La PNL diventò famosa alla fine degli anni ’80 inizio ’90, come strumento utile per influenzare le persone. Nasce dagli studi di un matematico e un linguista, R.Bandler, J.Grinder, i quali analizzarono i lavori più importanti, di famosi ed efficaci terapeuti, come: F.Perls, V. Satir, M.Erikson, riuscendo a descrivere come attraverso le informazioni provenienti dai sensi, si costruiscono film mentali rispetto all’ambiente in cui un individuo si muove.

Questi film hanno la capacità di attivare sensazioni ed emozioni creando un intreccio alquanto stretto tra mente, corpo e stato emozionale che di fatto definiscono il linguaggio e i comportamenti (la neurolinguistica) di una persona. In sintesi: arriva uno stimolo esterno (evento, frase), proviamo una sensazione, selezioniamo automaticamente uno schema mentale il quale poi attiva un comportamento.

Cosa succede quando si pensa o ci si emoziona?

Michael Hall, padre della neuro-semantica, ha evidenziato come spesso rispetto a dei pensieri noi ci emozioniamo o rispetto a delle emozioni noi cominciamo a creare dei pensieri o stimolare altre emozioni: per esempio, vergognarsi di parlare in pubblico può attivare stati di ansia o pensieri in cui ci sentiamo inadeguati. Creiamo in un certo senso degli “strati” uno sopra l’altro, definiti dal modello “meta-stati”, che altro non sono pensieri e/o sensazioni su altri pensieri e/o sensazioni capaci di influenzare le nostre risposte a determinati stimoli e di conseguenza le nostre azioni.

Quindi si attiva il sistema mente-corpo. La mente influenza il corpo, il corpo influenza la mente. Esempio: quando siamo in uno stato emotivo “intenso” legato a un’emozione come l’entusiasmo, la nostra mente è positivamente attivata, il corpo la sente in ogni sua fibra e cellula così che anche la postura trasmette lo stato vissuto diventando: aperta, ampia, pronta a esplorare l’ambiente. Oppure, quando si mette in atto una intensa attività fisica o una bella passeggiata nella natura, in posti che piacciono, a livello dell’organismo si attivano importanti processi biochimici favorendo una forte riduzione dello stress alleggerendo anche lo stato mentale.

Quando qualcosa è profondamente radicato, diventando “significato” per l’individuo, egli lo sentirà in tutto il suo organismo. I significati possono avere diverse forme: idee, modelli mentali, credenze o valori. In neuro-semantica i “significati” sono definiti “cornici”.

Quindi la neuro-semantica è un modello che spiega come attraverso le valutazioni che vengono date ai vissuti, alle esperienze, alle parole ascoltate o altro, generano “significati o cornici” che permettono di avere dei punti di riferimento nel contesto dove si vive. Queste “cornici” di fatto delineano e definiscono le modalità di azione dell’individuo.

Le “cornici” hanno quindi un ruolo importante perché o possono diventare credenze limitanti alimentando i potenziali blocchi sul nostro agire oppure credenze potenzianti che possono dare forma ad azioni congruenti rispetto al nostro desiderato.

La mente non fa differenza se i pensieri o le emozioni nascono da esperienze realmente vissute e/o immaginate, ma fa la differenza quando dà la possibilità di ristrutturare significati o credenze disfunzionali creando una nuova semantica, generando nuovi percorsi neuronali stimolando così la fisiologia che attiverà azioni diverse.

È propria la responsabilità di sviluppare credenze funzionali, sciogliendo quelle disfunzionali, in quanto i “significati” sollecitati più volte formano schemi neuronali che creano corsie preferenziali rispetto ad altre possibilità di “significati”. Mettendo in discussione vecchie “cornici” si possono favorire, anche di fronte a una stessa esperienza, nuove soluzioni, pensieri o emozioni. A questo punto possiamo affermare che avere una “ottimale” neuro-semantica permette di eliminare quel gap che si crea tra il pensare e l’agire che spesso è fautore di stallo e non permette la possibilità di raggiungere i nostri obiettivi. 

Infine, per attuare cambiamenti di “significato”, vengono fatte sedute di “coaching trasformativo” dove il coach stimola il coachee attraverso il dialogo, la proposizione di domande, esercizi specifici chiamati pattern a riconoscere e far emergere i blocchi che creano resistenze, per sviluppare nuove convinzioni, alimentando nuove emozioni che si trasformano in azioni funzionali verso un obiettivo focalizzato. 

Mantieni i tuoi pensieri positivi, perché i tuoi pensieri diventano parole.
Mantieni le tue parole positive, perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti.
Mantieni i tuoi comportamenti positivi, perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini.
Mantieni le tue abitudini positive, perché le tue abitudini diventano i tuoi valori.
Mantieni i tuoi valori positivi, perché i tuoi valori diventano il tuo destino.
(M. Gandhi)

Anna Ercoli & Andrea Jotti
Soul in Action for Happy Solutions

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